Immagina una città con strade perfettamente dritte, fognature sotterranee, bagni privati in quasi ogni casa e una società senza re né guerrieri. Sembra fantascienza, eppure è la realtà di Mohenjo-daro, una metropoli nata sulle rive dell’Indo circa 4.500 anni fa e ancora avvolta nel mistero.
Cos’è Mohenjo-daro e dove si trova
Mohenjo-daro è un sito archeologico situato nell’attuale Pakistan meridionale, nella provincia del Sindh. Fondata intorno al 2500 a.C., era la città più grande della Civiltà della Valle dell’Indo (3300–1300 a.C.), una delle quattro grandi civiltà dell’antichità insieme a Mesopotamia, Egitto e Cina.
Il suo nome, nella lingua locale, significa letteralmente “la collina dei morti”, un nome che già da solo evoca un alone di leggenda. Nel 1980 è stata dichiarata Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

Una città progettata come nessun’altra
Ciò che stupisce gli archeologi ancora oggi è la pianificazione urbana avanzatissima di Mohenjo-daro. Le strade seguivano uno schema a griglia ortogonale, orientate secondo i punti cardinali, con vie principali larghe fino a 10 metri.
Ma la vera sorpresa è sotto terra: la città disponeva di un sistema fognario sotterraneo in mattoni cotti, con pozzi diffusi in ogni quartiere e bagni privati nella maggior parte delle abitazioni. Un livello di igiene pubblica che l’Europa occidentale avrebbe raggiunto solo migliaia di anni dopo.
La Grande Vasca: un enigma ancora aperto
Sull’acropoli della città si erge uno degli edifici più iconici dell’archeologia mondiale: la Grande Vasca (Great Bath). Si tratta di una piscina impermeabilizzata con mattoni e asfalto naturale, lunga circa 12 metri, probabilmente usata per abluzioni rituali o cerimonie religiose.
Attorno ad essa sorgevano una sala d’assemblea, un granaio e strutture che potrebbero essere state collegi sacerdotali. Eppure, ed è qui il colpo di scena, non è stato trovato alcun palazzo reale né alcun tempio monumentale, come invece accadeva in Egitto o Mesopotamia.

Una società sorprendentemente egualitaria
Mohenjo-daro sfida tutti i modelli classici di civiltà antica. Le abitazioni erano simili tra loro, senza grandi differenze di ricchezza visibile. Non sono stati rinvenuti resti di armi da guerra, né strutture che indichino un potere politico centralizzato.
Pesi, misure e ceramiche erano standardizzati in tutta la regione, segno di un commercio altamente organizzato. Gli studiosi descrivono questa come una società di classe media, pacifica e ordinata, un unicum nell’antichità.
Il misterioso declino: cosa distrusse Mohenjo-daro?

Intorno al 1800–1700 a.C. la città fu abbandonata. Le cause restano dibattute, ma le ipotesi principali sono:
- Megasiccità prolungata: uno studio del 2023 dell’Università di Cambridge su una stalagmite himalayana ha rilevato condizioni aride estreme circa 4.200 anni fa, il cosiddetto “evento dei 4.2 kiloyear”
- Cambiamento del corso del fiume Indo, che avrebbe distrutto l’economia agricola e commerciale della città
- Invasioni degli Arii, ipotesi supportata dal ritrovamento di gruppi di scheletri apparentemente vittime di violenze
Nessuna teoria è ancora definitiva. E forse è proprio questo, il mistero irrisolto, a rendere Mohenjo-daro una delle città più affascinanti che l’umanità abbia mai costruito.

