Ci sono storie che si leggono, e storie che si navigano. L’Odissea è una di queste: non è soltanto un poema, è una rotta. Da oggi su michele227.com quella rotta si può percorrere davvero a colpi di click: ho creato I viaggi di Ulisse, una grande mappa interattiva per rivivere tappa per tappa il ritorno più famoso della storia, dalla caduta di Troia all’abbraccio di Itaca.
Da Troia a Itaca: 14 tappe, dieci anni di mare
Quando il cavallo entra a Troia e le navi salpano, Ulisse crede di essere a poche settimane da casa. Invece il mare ha altri piani: dieci anni di tempeste, isole, mostri e addii. Nella mappa trovate 14 tappe: il saccheggio dei Cìconi, il loto che cancella la memoria, la grotta di Polifemo, l’otre dei venti di Eolo, i giganti Lestrìgoni che divorano la flotta, l’anno incantato da Circe, la discesa nell’Ade, il canto delle Sirene, lo stretto di Scilla e Cariddi, i buoi proibiti del Sole, i sette anni prigioniero di Calipso, l’approdo dai Feaci e infine Itaca, con la prova del letto nuziale e Penelope.
«Qui un uomo aveva tana, un mostro,
Che greggi pasceva, solo, in disparte,
E non si mischiava,
Ma solo viveva, aveva animo ingiusto.
Era un mostro gigante; e non somigliava
A un uomo mangiator di pane, ma a picco selvoso
D’eccelsi monti, che appare isolato dagli altri.»
Come funziona la mappa
È semplice come un imbarco:
- cliccate su un marker numerato della mappa o su una tappa dell’elenco, e la mappa “vola” sul luogo;
- ogni tappa racconta il fatto, con il riferimento al canto dell’Odissea;
- per ogni incontro trovate una scheda del personaggio: mostro, dio, dea o eroe, con epiteto, simboli e persino il livello di pericolo (da 1 a 5 pallini);
- la rotta dorata animata disegna il viaggio, e le tappe già visitate si accendono: alla fine avrete completato il vostro personale nòstos.
Funziona benissimo anche da smartphone: perfetta per curiosare sul divano, per studiare in classe o perché no, da aprire proprio mentre si viaggia.
Geografia mitica: dove “abitano” oggi i mostri?
La parte più bella? Scoprire che il Mediterraneo è pieno di Odissea. I Lotòfagi vivono nella tradizione a Gerba, in Tunisia; Ogìgia, l’isola di Calipso, è identificata con Gozo, nell’arcipelago maltese, dove si visita ancora la grotta di Calipso; le Sirene cantavano a Li Galli, le isolette davanti a Positano chiamate non a caso “Le Sirenuse”; Scilla e Cariddi stanno esattamente dove ve le aspettate, sullo Stretto di Messina; Circe dà il nome al Circeo, e la porta dell’Ade fumiga tra le nebbie del lago d’Averno, nei Campi Flegrei.
Sono identificazioni del mito e della tradizione, dibattute da millenni dagli studiosi. Ma è proprio questo il punto: per tremila anni il Mediterraneo è stato letto attraverso Omero, e ogni scoglio, vortice e isola aveva una storia da raccontare.
Perché Ulisse ci parla ancora
Ogni mostro della mappa è uno specchio. Il loto è la tentazione di fermarsi; l’otre di Eolo è la curiosità che spreca i doni; le Sirene sono il desiderio di sapere tutto; Scilla e Cariddi sono ciò che accettiamo di perdere per andare avanti; Calipso è la gabbia dorata della nostalgia; Penelope è la pazienza che ricostruisce casa. Percorrere la rotta di Ulisse è un modo elegante per guardarci dentro.
Salpate anche voi
La mappa vive in una pagina dedicata, gratuita e senza registrazione: basta un click su «Salpa da Troia». E se lungo la rotta vi perderete, consolatevi: è successo al migliore dei navigatori.
