Le Crociate: Cosa c’è di vero nel film di Ridley Scott?

Gerusalemme nel 1187. Con un cast stellare (Orlando Bloom, Eva Green, Edward Norton, Jeremy Irons), il film offre uno spettacolo visivo mozzafiato. Ma quanto c’è di storicamente accurato nella pellicola?

L’eroe: Baliano di Ibelin Nel film, Baliano (Orlando Bloom) è un umile maniscalco francese in lutto che scopre di essere di nobili natali. Nella realtà storica, Baliano di Ibelin non era affatto un maniscalco, ma un potente e influente nobile nato e cresciuto in Terra Santa (la famiglia Ibelin era una delle più importanti del Regno di Gerusalemme). Era anche molto più anziano di come appare nel film e già sposato con Maria Comnena (ex regina consorte). Tuttavia, il suo ruolo nella disperata difesa di Gerusalemme contro Saladino e la successiva negoziazione per salvare la popolazione sono eventi storicamente fondati.

I Cattivi: I Templari e Rinaldo di Châtillon Scott dipinge i Cavalieri Templari, guidati dal fanatico Guy de Lusignan e dallo spietato Rinaldo di Châtillon, come i principali responsabili della rottura della pace con i musulmani. Questo è, in larga parte, accurato. Rinaldo fu un corsaro e un provocatore seriale che attaccò carovane di pellegrini musulmani, scatenando le ire di Saladino. [Vuoi conoscere la vera storia dei Templari e della loro fine? Ne parliamo qui: Link all’Articolo 4].

Il Re Lebbroso e Saladino Le figure migliori del film sono probabilmente Re Baldovino IV (interpretato magistralmente da un irriconoscibile Edward Norton dietro una maschera d’argento) e Saladino (Ghassan Massoud). Il rispetto reciproco tra i due sovrani è forse un po’ romanzato per esigenze di sceneggiatura, ma Baldovino fu realmente un re coraggioso che, nonostante la terribile malattia, riuscì a tenere unito il regno e a sconfiggere Saladino nella battaglia di Montgisard (1177). Saladino, dal canto suo, è ritratto con la dignità e la saggezza che gli riconoscevano anche i suoi nemici occidentali. [Approfondisci la figura di Saladino nel nostro articolo dedicato: Link all’Articolo 5].

In conclusione Se cercate un documentario, Kingdom of Heaven (specialmente nella versione Director’s Cut, che è immensamente superiore a quella cinematografica) si prende diverse libertà narrative, comprimendo eventi e reinventando il background dei personaggi. Ma se cercate un’opera che catturi lo spirito dell’epoca, le tensioni politiche e l’insensatezza del fanatismo religioso, il film di Ridley Scott resta una visione obbligatoria.

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